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«Birdwatchers» (Trigon-film)

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CINE LATINOAMERICANO
«Birdwatchers» (de Marco Bechis, Brasil, 2008)
— Español —
El director el chileno-argentino Marco Bechis dice: «Los guaraníes kaiowa sobrevivieron a uno de los mayores genocidios de la historia. Son sobrevivientes, no desaparecidos, pero es cierto que hay muchos desaparecidos en la historia de América latina». «Después de viajar dos años por distintos países de América Latina, Bechis decidió filmar con los indios de Mato Grosso. Era interesante contar una historia en un lugar donde la selva desapareció hace 50 años, donde los indígenas no aparecen con plumas y los decorados habituales, pero mantienen interiormente una identidad fuerte» [encontró allí] «una historia emblemática que encerraba toda la historia de la conquista». Los actores son verdaderos indios kaiowa, pero éstos no interpretan sus propios roles, sino que realmente actúan encarnando a sus personajes. Ellos «aportaron también su propia experiencia a la veracidad de la ficción», puesto que algunos pertenecen a grupos que participaron en «retomadas» de tierras como la que se narra en la película. Para documentarse, Marco Bechis trabajó también con la organización Survival, que milita por el reconocimiento del derecho de los indios a la propiedad de sus tierras tradicionales, que les reconoce la Constitución brasileña, recalca el director. [Fuente: «La película «Birdwatchers» muestra cómo el hombre blanco continúa la conquista de América Latina» en terra].

— Français —
A la suite d'un nouveau suicide parmi les membres de leur communauté, un groupe d'indiens Guarani-Kaiowà du Mato-Grosso, emmenés par Nadio et un vieux chaman, décide de retourner sur leurs terres ancestrales. Celles-ci sont devenues la propriété d'un riche fermier qui ne voit pas d'un bon œil cette troupe dépenaillée qui s'installe au bord de la route. Un de ses employés les surveillera depuis une caravane placée près du campement. Pendant ce temps, la vie s'organise, vaille que vaille. Le vieux chaman enseigne son savoir à son successeur désigné, Osvaldo, qui est tout aussi intéressé par la vespa, et la fille du fazendeiro qui se trouve dessus. En plaçant son récit du point de vue des Indiens, l'Italo-Argentin Marco Bechis subvertit les clichés anthropologiques qui leur sont liés. Il nous livre ainsi un récit très réaliste pourtant teinté d'un humour corrosif qui évite tout misérabilisme.
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Marco Bechis
CINE

«Birdwatchers» (de Marco Bechis, Brasil, 2008)

— Português —

Mato Grosso do Sul (Brasile), oggi. I fazenderos conducono la loro esistenza ricca e annoiata. Possiedono campi con coltivazioni transgeniche che si perdono a vista d’occhio e trascorrono le serate coi turisti venuti a guardare gli uccelli (“Birdwatchers”). Ai limiti delle loro proprietà cresce il disagio degli indios che di quelle terre erano i legittimi abitanti. Costretti in riserve, soprattutto i giovani spesso si suicidano non avendo prospettive. Proprio un suicidio scatena la ribellione. Guidati da un capo, Nadio, e da uno sciamano, un gruppo di loro si accampa all’esterno di una proprietà per reclamare la restituzione delle terre. Due mondi contrapposti si fronteggiano. Si fanno anche una guerra prima metaforica e poi reale. Ma non cessano mai di studiarsi. Sono soprattutto i giovani che hanno la “curiosità dell’altro”. Una curiosità che metterà in relazione profonda il giovane apprendista sciamano Osvaldo e la figlia di un fazendero.

Marco Bechis
MARCO BECHIS è nato a Santiago del Cile da madre cilena e padre italiano. Cresciuto tra San Paolo e Buenos Aires, nel 1977 viene espulso dall’Argentina e approda a Milano. Da allora vive e lavora nella casa autogestita di via Morigi 8. Ha trascorso poi lunghi periodi a New York, Los Angeles e a Parigi. Diversi i suoi interessi prima del cinema: maestro elementare a Buenos Aires, fotografo polaroid e video-artista a New York. Nel 1981 partecipa ad una scuola di cinema, l’Albedo di Milano.
Nell’82, realizza a Milano “Desaparecidos, dove sono?”, video-installazione su un campo di concentramento argentino, da cui poi trae il film Garage Olimpo.
Nel 1985 scrive “Chip”, da racconti di J.L.Borges (1899-1986). Discute con l’autore la sceneggiatura ed inizia a lavorare al film ma l’autore muore l’anno dopo ed il film si interrompe.
Dal 1983 al 1988 collabora con lo Studio Pontaccio di Milano dirigendo e producendo film brevi per la RAI, gira “Absent”, video sperimentale che vince il Festival di Salsomaggiore 1984.
Nel 1985 è consulente per la realizzazione dei video nel film “Ginger e Fred” di F.Fellini.
Nel 1987 gira per RAI, “Storie Metropolitane” film brevi in sette città del mondo.
Nell’91 esordisce nel lungometraggio con “Alambrado” (Festival di Locarno 1991).
Dal 1994 al 96 gira in India il documentario “Luca’s film”, dedicato al suo amico Luca Pizzorno, scultore, artista e fotografo, morto lo stesso anno (Festival di Locarno 1996).
Nel 1995 scrive (ma non dirige) “Il Carniere”, un film sulla Bosnia. Vince il Premio Amidei ‘97 alla miglior sceneggiatura italiana dell’anno.
Il suo secondo lungometraggio è “Garage Olimpo” (1999), la storia di un campo di concentramento in Argentina, durante la dittatura militare (52° Festival di Cannes).
In “Figli/Hijos”, il terzo film, racconta il dramma dei figli di scomparsi argentini illegalmente addottati da famiglie di ex-militari (Mostra del Cinema di Venezia del 2001).
I suoi film hanno vinto 14 premi internazionali.
Nel 2004 fonda KARTA FILM e inizia la preparazione di “La Terra degli Uomini Rossi – Birdwatchers”, suo primo film come produttore, in collaborazione con la Classic di Amedeo Pagani.  



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